Pressione bassa: rimedi farmacologici, alimentazione e cure naturali
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Si parla di pressione bassa quando i valori sono al di sotto di 90/60 mmHg. Analizziamo quali sono i rimedi naturali che si avvalgono dell'aiuto di piante energizzanti come il ginseng o la liquirizia, e qual è l’alimentazione corretta per ripristinare i corretti valori pressori. Infine scopriamo i farmaci per curare l'ipotensione quando essa è cronica o quando è un effetto secondario di una patologia
Pressione bassa: i rimedi.
Per il trattamento della pressione bassa è possibile ricorrere a diverse tipologie di rimedi in base alla causa scatenante, alla frequenza con cui si verificano gli episodi di ipotensione ed in generale alla situazione del singolo soggetto.
I rimedi che è possibile utilizzare sono:
- Rimedi naturali, tra cui possiamo citare i "rimedi della nonna" o rimedi casalinghi, i rimedi a base di erbe o fitoterapici ed i rimedi omeopatici.
- Rimedi alimentari, ovvero quegli alimenti che aiutano ad alzare in maniera naturale la pressione sanguigna.
- Rimedi farmacologici, quei farmaci che risultano utili nel trattamento di episodi ricorrenti di pressione bassa o dovuti a cause patologiche.
Ma la pressione quando viene considerata bassa?
Con pressione bassa, o più correttamente con il termine medico di ipotensione, si intende una diminuzione dei valori della pressione sanguigna sotto un valore soglia, tale da determinare la comparsa di determinati sintomi sistemici.
Approfondisci i sintomi e le cause della pressione bassa.
L'ipotensione è spesso legata a fenomeni transitori e auto limitanti, ed è più comune nel sesso femminile e negli anziani, ma in alcuni casi può rappresentare essa stessa il sintomo di una patologia più seria. L'ipotensione può essere di diversa natura, ed in particolare la si classifica in base al fattore scatenante ed alla sua frequenza. Possiamo distinguere un tipo di ipotensione:
- Ortostatica: si verifica quando si cambia posizione rapidamente, per esempio quando da sdraiati o da seduti ci si mette repentinamente in piedi senza dare il tempo all'organismo di regolare la pressione.
- Post - prandiale: si verifica dopo i pasti ed è determinata dal fisiologico maggiore afflusso di sangue agli organi dell'apparato digerente e dal contemporaneo malfunzionamento dei meccanismi di compensazione di tale situazione. È più frequente negli anziani.
- Transitoria: si verifica in condizioni particolari come per esempio alzarsi in piedi un lungo periodo in cui si è rimasti a letto in ospedale, o una forte disidratazione, come per esempio a causa di episodi ricorrenti di diarrea o vomito.
- Neuronale: è causata da una mancata comunicazione tra cervello ed apparato cardiovascolare. In particolare il cuore comunica al cervello che la pressione è elevata anche quando ciò non è esatto, ed il cervello interviene innescando i fisiologici meccanismi per ridurre la pressione, provocando quindi ipotensione. È frequente nei soggetti giovani e nei bambini.
- Legata a shock: è una condizione molto grave che si verifica quando il sangue non riesce a raggiungere gli organi vitali e si ha conseguentemente una brusca e grave ipotensione. Può essere determinato da diversi fattori per esempio un'infezione batterica sistemica (shock settico).
I valori normali della pressione massima sono intorno ai 100 - 130 mmHg, mentre quelli della minima si aggirano intorno ai 60 - 85 mmHg.
Si parla pertanto di ipotensione quando si riscontrano valori di pressione inferiori a 90/60 mmHg.
Come alzare la pressione con i rimedi della nonna.
I rimedi casalinghi per il trattamento della pressione bassa sono per lo più da prendere in considerazione subito dopo che si è verificato l'episodio di ipotensione.
Il loro scopo è quello di ripristinare il più velocemente possibile la normale pressione sanguigna, sono particolarmente indicati in caso di ipotensione transitoria o non legata a patologie.
Per fare ciò è possibile ricorrere a:
Idratazione.
Bere molto subito dopo un attacco ipotensivo serve ad aumentare il volume del sangue ed in questo modo aiuta a ripristinare la pressione sanguigna. Si può bere della semplice acqua, o delle bevande saline, o ancora dei succhi di frutta, qualsiasi bevanda può tornare utile per ripristinare la pressione.
Sollevare le gambe.
Quando si avverte l'abbassamento di pressione un buon rimedio è quello di mettersi sdraiati e di portare le gambe verso l'alto. In questo modo si favorisce il ritorno del sangue verso il cuore ed il cervello e si ripristina la pressione sanguigna.
Ventilazione.
Talvolta la pressione bassa può essere dovuta ad un eccesso di calore, specialmente in estate quando fa molto caldo e ci si trova in ambienti chiusi e privi di ventilazione. In questo caso è bene porre subito la persona colpita da ipotensione in un ambiente ventilato ma non freddo, in modo da favorire il rientro dei valori pressori.
Tecniche di rilassamento: lo yoga.
La pressione bassa può essere dovuta ad un eccessivo stress psico - fisico. In questo caso alcune tecniche di rilassamento come lo yoga possono aiutare a tenere a bada l'ansia e ad evitare quindi crisi ipotensive.
Calze elastiche.
In casi in cui si verifichino spesso episodi di ipotensione a causa di vene varicose e insufficienza venosa è bene indossare delle calze elastiche le quali, comprimendo le vene degli arti inferiori, favoriscono il ritorno del sangue al cuore ed evitano che si abbassi la pressione.
Alimentazione: cosa mangiare se si ha le pressione bassa?
In caso di pressione bassa un aiuto può venire dall'alimentazione grazie ad alcuni alimenti naturalmente capaci di innalzare la pressione sanguigna.
L'alimentazione è senza dubbio uno dei rimedi migliori per contrastare l'ipotensione fisiologica come quella che si verifica nelle donne durante la gravidanza o l'allattamento. Gli alimenti più indicati per il trattamento del disturbo sono:
- Sale o zucchero: un bicchiere di acqua e sale o acqua e zucchero agisce immediatamente sulla pressione poiché da un lato ripristina l'equilibrio idrico - salino e dall'altro aumenta il volume del sangue. Le due azioni, combinate insieme, hanno l'effetto immediato di alzare la pressione sanguigna.
- Caffè: la caffeina contenuta nel caffè è un potente vasocostrittore, riduce cioè il calibro dei vasi sanguigni, e questo determina un aumento immediato della pressione.
- Frutta e verdura: si assumono per il loro contenuto di acqua, vitamine e sali minerali (in particolare magnesio e potassio) che aiutano a regolare il volume ematico e l'equilibrio elettrolitico.
- Alimenti ricchi di ferro: tra questi possiamo citare le carni, il pesce, i legumi, i cereali integrali ed alcuni tipi di verdure. Il ferro talvolta è uno dei responsabili della pressione bassa in quanto una carenza di ferro ha proprio l'ipotensione tra i suoi sintomi.
- Bevande energizzanti: bevande a base di ginseng e guaranà possono aiutare ad alzare la pressione. Tuttavia possono produrre effetti collaterali spiacevoli quali irritazioni ed insonnia e pertanto il loro consumo va limitato.
- Liquirizia: consumare liquirizia aiuta ad alzare i valori pressori. La sua assunzione è però da limitare o da moderare in caso di gravidanza o allattamento per evitare problemi al feto o al bambino.
- Altri alimenti consigliati sono il cacao amaro, il succo di barbabietola, la frutta secca ed oleosa e la crusca.
E' inoltre bene sapere che chi soffre di pressione bassa deve evitare assolutamente il consumo di alcolici e superalcolici poiché sono dei potenti vasodilatatori che possono aggravare il problema.
Rimedi naturali contro l'ipotensione: fitoterapia ed omeopatia.
La fitoterapia, ovvero l'utilizzo di alcuni principi attivi estratti dalle piante per curare determinate condizioni, può essere d'aiuto in caso di pressione bassa.
Le piante più utilizzate per il trattamento di questo disturbo sono:
- Liquirizia: può essere usata pura, sotto forma di tisana, oppure sotto forma di estratto secco in capsule o ancora di tintura madre, con una posologia variabile in base ai casi. Grazie al suo principio attivo, la glicirrizina, aiuta ad alzare i livelli pressori poichè potenzia l'azione del cortisolo, un ormone implicato negli aumenti pressori.
- Ginseng: la sua azione contro la pressione bassa è legata ai suoi principi attivi, che prendono il nome di gingenosidi, i quali aumentano la produzione di cortisolo, determinando quindi un aumento della pressione sanguigna. Il ginseng può essere assunto sotto forma di capsule (massimo due al giorno), di estratto (circa 30 - 40 mg al giorno), di tintura madre (30 gocce un paio di volte al giorno) oppure sottoforma di bevande che lo contengono come ingrediente.
- Guaranà: il suo principio attivo, la guaranina, agisce stimolando la produzione di noradrenalina e adrenalina, due ormoni implicati nell'aumento della frequenza cardiaca, della pressione arteriosa e del metabolismo corporeo in generale. Si assume sottoforma di bevande che lo contengono come ingrediente, oppure in polvere contenuta in capsule, e si consiglia di assumere massimo due capsule al giorno, preferibilmente nella prima parte della giornata per evitare insonnia notturna.
- Ribes nero: al pari dei principi attivi del ginseng e della liquirizia anche quelli del ribes nero, come flavonoidi e glicosidi, hanno la capacità di stimolare le ghiandole surrenali a produrre cortisolo e ad alzare quindi la pressione sanguigna. Si utilizza sotto forma di tintura madre (30 gocce un paio di volte al giorno), o di macerato glicerico (40 - 50 gocce due volte al giorno, preferibilmente a metà mattina e metà pomeriggio).
- Eleuterococco: è una pianta simile al ginseng che contiene eleuterosidi, cumarine, saponine e glucosidi, e che ha una potente azione stimolante sul metabolismo e, di conseguenza, determina anche aumento della pressione arteriosa. Si può usare come estratto secco, in capsule che ne contengono circa 400 - 800 mg, o sotto forma di tintura madre, in questo caso se ne prendono 30 - 40 gocce una volta al giorno, preferibilmente la mattina.
Alcuni di questi rimedi vanno assunti con moderazione o vanno evitati in gravidanza o in allattamento poiché potrebbero causare problemi al feto o al bambino.
Per conoscere i rischi di ogni tipo di rimedio erboristico è bene rivolgersi al proprio medico o al proprio erborista di fiducia.
Omeopatia.
Per quanto riguarda i rimedi omeopatici, questi sono indicati per il trattamento dei sintomi legati agli stati di ipotensione. Tra quelli più utilizzati possiamo citare:
- L'associazione di rame, oro e argento, sotto forma di oligoelementi racchiusi in granuli omeopatici, particolarmente indicati per il trattamento della stanchezza legata all'ipotensione. La posologia è variabile in base ai casi.
- Ferrum metallicum, china e phosphorus, da assumere in caso di ipotensione associata a vertigini con una posologia di 3 granuli da due a tre volte al giorno ed una concentrazione di 5 CH.
- Veratrum: indicato in tutti quei casi in cui la pressione bassa si associa a battito cardiaco lento e polso debole, questo rimedio va assunto alla concentrazione di 5 CH e con una posologia di 2 - 3 granuli da due a sei volte al giorno.
- Carbo vegetabilis: per questo rimedio la concentrazione indicata è D30 e la posologia è di 10 - 15 gocce tre volte al giorno. Risulta utile nel trattamento di ipotensione associata a stati d'ansia e mancanza di respiro.
- Camphora: va assunto alla concentrazione D5 e con una posologia di 10 - 15 gocce tre volte al giorno e risulta utile per l'ipotensione che si accompagna a sudorazione, pallore e polso debole.
- Acidum Hydrocyanicum: se ne assumono 10 - 15 gocce 3 volte al giorno ad una concentrazione di D6 ed è indicato nel caso di ipotensione associata a collasso e sudorazione.
Terapia farmacologica per la pressione bassa.
La terapia a base di farmaci per il trattamento della pressione bassa è riservata a tutti quei casi in cui l'ipotensione sia frequente o cronica oppure sia causata da patologie. In generale deve sempre essere il medico a decidere quando usare i farmaci, quali utilizzare e con che posologia.
Tra i farmaci maggiormente utilizzati abbiamo:
- Farmaci vasopressori, i quali agiscono a livello dei vasi sanguigni favorendone la vasocostrizione ed aumentando così la pressione. Appartengono a questa categoria farmaci quali noradrenalina, etilefrina, fenilefrina e midodrine, da somministrarsi per via orale o endovenosa in base ai casi.
- Steroidi, i quali agiscono prevalentemente sulla perdita di minerali da parte dell'organismo e sono precursori del cortisolo, l'ormone dello stress che è uno dei responsabili dell'ipertensione. Tra gli steroidi il più utilizzato per il trattamento dell'ipotensione è il fludrocortisone.
- Stimolanti i globuli rossi, i quali agiscono aumentando la produzione di globuli rossi da parte del midollo osseo e sono particolarmente indicati nei casi di ipotensione legata ad anemia. Tra questi quello più in uso è l'eritropoietina.
- Derivati dell'ormone antidiuretico, come la desmopressina, i quali hanno il compito di ridurre la produzione e l'escrezione di urina e di aumentare conseguentemente il volume del sangue e quindi la pressione.
Pressione bassa in gravidanza? Cosa fare?
In genere durante il secondo trimestre di gravidanza la pressione arteriosa si riduce a causa della vasodilatazione periferica causata dal progesterone.
L'ipotensione è quindi fisiologica in alcuni periodi della gestazione e non desta alcuna preoccupazione.
Generalmente, quindi, il calo di pressione in gravidanza non richiede trattamenti specifici e può essere contrastato seguendo i semplici rimedi sopra riportati come alzare le gambe, bere un bicchiere di acqua, indossare calze elastiche ecc..
La gestante deve, invece rivolgersi al proprio medico se i bassi valori pressori vengono accompagnati da altri sintomi quali svenimenti, mal di testa, vomito, dolore al petto.